Andrea
De Pasquale



Un nuovo progetto

Nella primavera del 2026 insieme ad altre persone abbiamo scritto e reso pubblico il Manifesto "Prospettiva Comune per Bologna 2027" e abbiamo iniziato un percorso di ascolto e di coinvolgimento di varie voci ed esperienze presenti in città per arrivare a definire la nostra Agenda per Bologna 2027, da presentare entro l'autunno.
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Chi sono e la mia storia

Nato nel 1965, sposato con Elena, padre di 3 figli, consulente di comunicazione e piccolo imprenditore nel settore digitale.

Fondatore e direttore della rivista Il Mosaico, pubblicata a Bologna dal 1994 al 2017.

Consigliere del quartiere San Vitale (1999-2004) eletto nell'Ulivo, consigliere provinciale (2004-2009) eletto nella Margherita, presidente della Commissione Pianificazione Territoriale e Trasporti.
Vedi l'attività svolta

Dal 2007 iscritto al PD (per alcuni anni membro della direzione provinciale e per un breve periodo coordinatore del Dipartimento Mobilità), da cui sono uscito nel 2019 constatando l'inutilità del mio lavoro interno al partito soprattutto sui temi della sostenibilità, del consumo di suolo, della pianificazione urbanistica e dei trasporti, e scontrandomi con la poca volontà di ascolto dei cittadini (e anche dei "nostri" amministratori locali, come i sindaci dell'area metropolitana).
Il colpo finale per tagliare i rapporti con l'organizzazione a cui avevo dedicato 12 anni di energie e di impegno fu il comportamento dei miei "colleghi" (dirigenti locali PD) sulla vicenda Moroder (vedi il Dossier Tper).

Da cittadino ho organizzato incontri pubblici su temi ambientali, urbanistici e di mobilità; ho coordinato il lavoro necessario a presentare il ricorso al TAR contro il Comune di Castel San Pietro per l'espansione edilizia concessa sulla collina di Varignana; ho contribuito a formare la Rete dei Comitati che si presentò a Bologna nel luglio del 2024 e nella quale si riconobbero e collaborarono, per un certo periodo, una quindicina di Comitati e Associazioni in lotta per la difesa dei beni comuni e contro decisioni imposte dall'alto e contrarie all'interesse collettivo (cementificazione di aree verdi, demolizione di edifici sani ed efficienti, abbandono di aree al degrado, mercificazione e privatizzazione di spazi pubblici, disinteresse per la salute dei cittadini sorvolati dagli aerei in decollo, ecc...)
Vedi articolo su Bologna vuole vivere

Dall'esperienza con i Comitati è nato l'esposto sui cosiddetti Mostri Urbani, edifici fortemente impattanti costruiti con permessi molto "leggeri" che non prevedevano compensazioni significative in termini di standard urbanistici (verde pubblico, parcheggi, miglioramento della viabilità pedonale e veicolare, ecc...) sottraendo così valore alla città pubblica a vantaggio dei guadagni degli attuatori privati.

Approfondimenti

Inchiesta urbanistica Bologna 1
Inchiesta urbanistica Bologna 2
Inchiesta urbanistica Bologna 3